26) Feuerbach. Sulla provvidenza.
Non solo la scienza, ma anche tutta l'esperienza smentiscono la
concezione che della provvidenza ha la religione tradizionale,
secondo la quale non esiste il caso e tutto deve avere un senso.
L. Feuerbach, L'essenza della religione (vedi manuale pagine 12-
16).
La provvidenza che si esprime nell'ordine, nella regolarit e
nella conformit ad un fine dei fenomeni naturali non  la
provvidenza della religione. Quest'ultima si basa sulla libert,
quella sulla necessit, questa  illimitata e incondizionata,
quella  limitata, dipendente da mille e mille condizioni, questa
 speciale, individuale, quella si applica soltanto al tutto, al
genere, abbandonando al caso il singolo, l'individuo. Molti
(molti? tutti coloro per i quali Dio era qualche cosa di pi del
punto di inizio, matematico, fantastico, della natura) - dice un
naturalista teista - si sono immaginati la conservazione del
mondo, e anche, in particolare, degli uomini, come qualche cosa di
diretto, di speciale, come se Dio dirigesse le azioni di tutte le
creature, le guidasse a proprio arbitrio... Sulla base
dell'osservazione delle leggi naturali noi non siamo per
assolutamente in grado di ammettere questa direzione e questa
sorveglianza speciale sulle azioni degli uomini e delle altre
creature... E ci rendiamo conto di ci dalla scarsa cura che la
natura ha per le singole membra. Migliaia di esse vengono
sacrificate nella ricchezza della natura, senza esitazione e senza
rimorso... Persino tra gli uomini le cose vanno nello stesso modo.
Neppure la met del genere umano giunge al secondo anno di vita;
si muore, invece, senza quasi aver saputo di esser mai vissuti.
Dalle disgrazie e dalle traversie di tutti gli uomini, siano buoni
che cattivi, noi ci accorgiamo appunto che non  possibile che
tutto sussista per la speciale conservazione, o collaborazione,
del creatore. Ma un governo, una provvidenza che non  speciale
non corrisponde al fine, all'essenza, al concetto di provvidenza;
perch una provvidenza deve togliere il caso, mentre una
provvidenza soltanto universale lo lascia sussistere, ed  quindi
come se non fosse provvidenza.
L. Feuerbach, L'essenza della religione, Laterza, Bari, 1972,
pagine 104-105.
